Era ormai Primavera.
L'aria dolce profumava di fiori e di brezza, mentre il cielo azzurro ed intenso, nel quale sporadiche nuvole paffute e candide pascolavano solitarie, ti stava ad osservare mentre camminavi per un viale alberato.
Le tue scarpe di vernice nera calciavano ciottoli bianchi, mentre proseguivi guardandoti attorno, ammirando i meravigliosi rami carichi di fiori rosa e bianchi e di foglioline giovani e tenere.
Passeggiavi distratta, le braccia dietro la schiena, nascoste un poco dalla borsa a tracolla, come una bimba in un bosco incantato.
Il tempo, i fiori, il cielo, le piante ... Parevano essersi messi tutti d'accordo per farti passare una giornata meravigliosa.
Perché, quella stradina tranquilla e piacevole era l'unica cosa che ti separava dalla casa di Roderich.
Il ragazzo ti aveva invitata a casa sua.
Vi conoscevate da molto tempo, ormai, ed avevate scoperto di provare qualcosa l'uno per l'altra.
... Non solo: eravate corrisposti.
A quella scoperta, il tuo cuore si era riempito di una gioia così immensa che avevi paura che scoppiasse, che non potesse contenerne così tanta, come non ne aveva contenuta mai.
Avevi bussato alla porta, ed attendevi impaziente che quella stessa porta bianca si aprisse, rivelando il volto fine e nobile dell'austriaco.
Guardavi le ombre degli alberi proiettarsi sui muri chiari, e l'edera scura arrammpicarsi qua e là, decorando il tutto come in un quadro perfetto.
"
[Il tuo nome]!" - Ti chiamò Roderich, aprendo la porta e sorridendoti. - "... Meno male che sei arrivata ora! Stavo per mettermi a suonare ..."
"Ciao ..." - Gli rispondesti arrossendo un poco, alzandoti sulle punte per osservare meglio i suoi occhi viola.
Ah! Com'era bello vederli brillare alla luce del sole, dietro gli occhiali sottili, che gli conferivano quell'aria intellettuale!